Nel 2025, Uno Critico ha avviato un laboratorio ludico all’interno della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia.
L’attività è stata realizzata in collaborazione con il CSI di Modena e si inserisce all’interno di un progetto più ampio finanziato tramite il bando di Sport e Salute “Sportivi: dentro e fuori”. Il laboratorio utilizza il gioco come strumento educativo e relazionale, offrendo uno spazio strutturato di partecipazione e confronto all’interno del contesto detentivo.
L’obiettivo iniziale era quello di diffondere tra i partecipanti un hobby sano e aggregante e una tipologia di gioco lontana dall’azzardo.
Fin da subito abbiamo dovuto riadattare sia i titoli che avevamo scelto, sia i nostri obiettivi.
I titoli sono stati modificati a causa della tipologia d’utenza: essendo per la maggior parte uomini di mezz’età di origini straniere o del Mezzogiorno non scolarizzati, abbiamo dovuto scegliere giochi che non avessero componenti testuali.
Quanto all’obiettivo, è emerso che l’utenza più che al gioco era interessata alla componente sociale: i partecipanti venivano ogni settimana con la scusa di giocare, ma in realtà volevano socializzare sia con gli operatori, raccontando le loro storie, la loro condizione, la loro visione del mondo, sia con gli altri detenuti, rapportandosi con loro attraverso un mezzo nuovo, quello del gioco.
Gli appuntamenti sono iniziati con una frequenza bassa, di pochi utenti, aumentando poco per volta fino ad arrivare a una media fissa di oltre 10 persone.
Dei giochi proposti, i titoli più apprezzati sono stati Procioni in cassa 4, Fari del nord e Intrighi di corte, ma nessuno di questi ha battuto gli scacchi, così richiesti da aver reso necessario procurarsi un’altra scacchiera.
Organizzatore progetto: Gabriele Chincoli